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Davide De Zan

In fuga

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  • 18,50 prezzo di copertina
  • 216pagine

La trama

«Ti confido un segreto, Davide: per me il ciclismo è la vita. Io non corro, io vivo per essere un corridore. E quando è il momento di attaccare, qualcosa dentro di me mi dice “Vai Marco”.»

Così dicendo si alzò sui pedali, sempre alla sua maniera, proprio accanto a me che lo affiancavo in bici. Lo vedevo allontanarsi veloce e leggero, mentre prendeva possesso del mio orizzonte. Probabilmente, anche in quel momento, il Pirata non avrebbe potuto fare nulla di diverso.  

«Ti aspetto in cima» mi urlò, voltandosi un attimo verso di me prima di volare via.


Una figura solitaria spunta dalla nebbia, mentre tutto intorno infuria una tormenta di neve. Sfreccia via veloce, e un attimo dopo la nebbia torna a inghiottirla. Appena alle sue spalle, ecco un gruppo di inseguitori. Sono fradici, semiassiderati, eppure vanno avanti, i muscoli tesi fin quasi a scoppiare, i volti contratti per l’enorme fatica. Ai lati della strada, le persone infagottate nei loro pesanti cappotti esplodono in un grido unanime di incitamento. Se esiste uno sport omerico, è senza dubbio il ciclismo: nessun’altra disciplina sa essere altrettanto epica e feroce, tragica e bella. È una magia fatta di passione e sacrificio, di gioia e dolore, di rabbia e amicizia: emozioni impossibili da illustrare con un’equazione. Per comprenderlo, lo devi raccontare: le battaglie più celebri e i duelli più agguerriti, ma anche i risvolti nascosti e gli inganni. Come ogni epica che si rispetti, anche il ciclismo ha i suoi eroi e i suoi antieroi, i suoi giovani valorosi caduti troppo presto, i suoi campioni colpiti dall’invidia degli dèi. Mario Cipollini, Fabio Casartelli, Lance Armstrong, Marco Pantani… Sono molti i protagonisti che hanno inciso il loro nome nella leggenda di questo sport. E hanno storie formidabili, buffe, dannate e commoventi da raccontare. Serviva solo un testimone privilegiato, uno che le ha viste e vissute in prima linea, come gli antichi bardi che seguivano i guerrieri sui campi di battaglia e ne immortalavano le gesta. 

L'autore

DAVIDE DE ZAN, giornalista e conduttore televisivo, firma del ciclismo sulle reti Mediaset, ha iniziato la sua attività nel 1987 e per dieci anni con Telemontecarlo ha seguito, come inviato, il Giro d’Italia, il Tour de France, le Grandi Classiche e le Olimpiadi. È stato la voce televisiva del Giro d’Italia per cinque anni, e con la sua telecronaca ha accompagnato Marco Pantani verso il primo successo alla “Corsa Rosa”. Oggi lavora per la Redazione Sportiva Mediaset come conduttore e telecronista. Figlio d’arte, ha assorbito la passione per il ciclismo da suo padre Adriano, per oltre quarant’anni inviato speciale e storico telecronista sulle reti Rai. Per Piemme ha pubblicato i bestseller Pantani è tornato, illuminante indagine su un campione ucciso due volte, che è stato un caso editoriale e giornalistico, e Pedala! Il romanzo di chi ha voluto la bicicletta.

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