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Carlo Maria Martini

Il giardino interiore

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  • 15.50 prezzo di copertina
  • 240pagine

La trama

Coltivare la propria interiorità significa praticare la “spiritualità del desiderio”.

Non è facile capire ciò che vogliamo veramente. Aspiriamo a troppe cose diverse, talvolta anche opposte e contraddittorie fra loro. Siamo frammentati e il nostro desiderare assomiglia a un coro disarmonico e ansioso più che a una voce solista.

Nella vita di ogni individuo dev’esserci un momento per fermarsi, trovare una pausa di silenzio e riflettere su chi siamo e sul senso del nostro agire quotidiano nel mondo.

Ritrovare se stessi come “esseri pensanti” è la via privilegiata della spiritualità, una via che ci salva dal non-senso e che può essere praticata da tutti, anche da coloro che non si riconoscono in nessun Dio e in nessun Assoluto.

L'autore

Nato a Torino il 15 febbraio 1927, si è spento dopo una lunga malattia a Gallarate (VA) il 31 agosto 2012. È stato arcivescovo e poi cardinale della diocesi di Milano dal 1980 al 2002. Gesuita e biblista di fama internazionale, fu rettore del Pontificio Istituto Biblico in Roma e della Pontificia Università Gregoriana. È stato promotore a Milano della “Scuola della Parola”, per aiutare i giovani ad accostare la Scrittura secondo il metodo della lectio divina, e della “Cattedra dei non credenti” che ha messo a confronto intellettuali laici e uomini di fede sui temi più scottanti dell’attualità e della religione. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le principali lingue del mondo. Tra le numerose pubblicazioni presso Piemme ricordiamo: Le tenebre e la luce (2007), Le ali della libertà (2009), Qualcosa in cui credere (2010), La forza della debolezza (2012), Per una nuova primavera (2013).

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