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Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

La giustizia conviene

Il valore delle regole raccontato ai ragazzi di ogni età

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  • 16,50 prezzo di copertina
  • 224pagine

La trama

LA GIUSTIZIA È STATA E RIMANE UN PILASTRO PORTANTE NELLA VITA DI UNA COMUNITÀ E VA DIFESA E SOSTENUTA PERCHÉ È UN BENE COMUNE, L’UNICO STRUMENTO A SALVAGUARDIA DELLE LIBERTÀ E DEI DIRITTI DI TUTTI.


Non è facile, oggi, parlare di legalità, neppure per due magistrati che a questi valori hanno dedicato la vita. Da un lato, infatti, la giustizia sembra far fatica ad assolvere il proprio compito di garantire i diritti dei cittadini, col suo funzionamento sempre ostacolato da processi lunghi e costosi, scontri all’interno della magistratura, violazione delle leggi da parte di chi dovrebbe farle rispettare. Dall’altro lato, modelli sociali negativi diffondono una cultura della prepotenza e della furbizia, alimentando l’insofferenza nei confronti delle regole e la sfiducia nelle istituzioni. Ma sarebbe pericoloso cedere alla rassegnazione e al disimpegno, o limitarsi allo sdegno e alla denuncia. In questo libro dimostrano l'importanza della giustizia cercando esempi nella storia e nella cronaca italiane ed europee e nelle loro esperienze professionali, analizzando i problemi del processo e del carcere, affrontando le scottanti questioni della sicurezza, del terrorismo, delle mafie. Seguendo il percorso che propongono, diventa evidente che più legalità significa non solo più sicurezza, ma anche possibilità concreta di una migliore qualità della vita e speranza di una crescita per tutti, nella più ampia e profonda prospettiva della vera giustizia. Qualcosa per cui vale la pena di impegnarsi, fin da giovani.

L'autore

GIAN CARLO CASELLI, nato ad Alessandria nel 1939, è stato giudice istruttore del Tribunale di Torino dai primi anni Settanta, via via sempre più impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura. Dal 1993 al 1999 ha diretto la procura di Palermo, dalla cattura di Totò Riina e di numerosi altri boss ai grandi processi su mafia e politica. Ha terminato la sua carriera nel 2013 come procuratore capo di Torino. È autore di un’autobiografia, Nient’altro che la verità (Piemme, 2015).


GUIDO LO FORTE, nato a Palermo nel 1948, è entrato in magistratura nel 1974. È stato pubblico ministero nella sua città per oltre trent’anni, prima come sostituto e poi come procuratore aggiunto, e poi a Messina, come procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale. Il suo nome è legato alle inchieste sui rapporti tra mafia, politica ed economia e al sequestro dei patrimoni di boss mafiosi di primo piano. Con la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha curato, tra l’altro, i processi Andreotti, Dell’Utri e Carnevale nella fase delle indagini e del dibattimento di primo grado.


Insieme, i due autori hanno pubblicato La verità sul processo Andreotti (Laterza, 2018) e Lo stato illegale (Laterza, 2020).

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