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Vincenzo Paglia

Sorella morte

La dignità del vivere e del morire

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  • 17.50 prezzo di copertina
  • 276pagine

La trama

LA MORTE È DIVENTATA UN TABÙ. NON SOLO ORMAI È NORMALE MORIRE IN SOLITUDINE, MA NEPPURE SI PUÒ PIÙ PARLARE DELLA MORTE. LA DISUMANITÀ CHE LA CIRCONDA NON SI LIMITA A UNA “INIBIZIONE COMUNICATIVA”, MA DIVENTA SPESSO ABBANDONO DEL MORIBONDO AL SUO DESTINO. È IL SEGNO DI UN PROFONDO CAMBIAMENTO DELLA CULTURA, CHE È PASSATA DALLA RICHIESTA DI “PIETÀ PER CHI MUORE” A QUELLA DI “MORTE PER PIETÀ”


C’è contrapposizione fra “buona morte” e “dolce morte”? E allora: dove comincia e dove finisce la dignità del vivere e del morire? In Europa e nel mondo sono in crescita i Paesi che hanno approvato una legge sull’eutanasia e sul suicidio assistito. Il “diritto alla vita” presume anche un “obbligo alla vita”? E con quale prerogativa – affermano i fautori dell’eutanasia – la società vieta a uno di voler morire se liberamente lo sceglie? Monsignor Paglia – uno dei più autorevoli esponenti della Chiesa di Francesco, consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio e Presidente della Pontificia Accademia per la Vita – affronta con estrema delicatezza e lucidità tutti gli aspetti legati al “fine vita” che continuano a suscitare aspri confronti in Italia e nei paesi europei. L’autore insiste sulla necessità di allargare gli orizzonti evitando gabbie ideologiche o ambigue urgenze legislative. Sono in campo profonde dinamiche affettive, culturali e spirituali e sarebbe riduttivo trattare i problemi al di fuori di una visione umanistica e sapienziale. Paglia non disdegna di mettere in guardia un Occidente che pare aver posto nel dimenticatoio alcune grandi verità: ogni persona, unica e irripetibile, è patrimonio dell’umanità; gli anziani e i morenti possono insegnarci qualcosa fino all’ultimo respiro; a nessuno piace morire dimenticato; solo accettando il traguardo della morte – che tutti ci affratella – potremo avere una vita intensa, feconda di relazioni personali autentiche e di valori umani condivisi, una vita degna di essere vissuta, fino alla fine.

L'autore

VINCENZO PAGLIA, è nato nel 1945 a Boville Ernica (FR), è laureato in teologia, filosofia e pedagogia. Già vescovo di Terni, poi arcivescovo e Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, dal 15 agosto 2016 - contestualmente all’accorpamento del Pontificio Consiglio per la famiglia al nuovo dicastero per i Laici, la famiglia e la vita - è stato nominato Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia. Consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, partecipa attivamente all’associazione “Uomini e Religioni”. Per il suo impegno per la pace ha ricevuto il premio Gandhi dall’Unesco, il premio Madre Teresa dal governo albanese e il premio Ibrahim Rugova dal governo del Kosovo. Come postulatore della causa di beatificazione di monsignor Oscar Romero, ha ricevuto l’onorificenza “Noble Amigo” dal governo di El Salvador. Giornalista e scrittore, è autore di libri di carattere religioso e sociale. Per Piemme ha pubblicato In cerca dell’anima. Dialogo su un’Italia che ha smarrito se stessa, Cercando Gesù. In un mondo sempre più confuso siamo ancora capaci di amore? (entrambi con Franco Scaglia) e A un amico che non crede.

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