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Cécile Kyenge Paolo Rumiz

Dal libro dell'esodo

con le fotografie di Luigi Ottani - a cura di Roberta Biagianelli

  • i
  • 17.50 prezzo di copertina
  • 256pagine

La trama

LORO ARRIVANO, RIEMPIONO LE STAZIONI,  LE STRADE  E LE PAGINE  DEI GIORNALI...


Centinaia e centinaia di fuggitivi – a piedi – forzano il blocco e sfondano la linea di confine greco-macedone. Con filo spinato e granate assordanti la polizia cerca di frenarli. Arrivano dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan e premono per entrare nei Paesi della zona Schengen. Il governo di Skopje usa il pugno duro. Un fotografo e una documentarista volano sul posto per vedere con i propri occhi quel che sta accadendo e raccontano con coraggio questo esodo biblico. Secondo i dati ufficiali, sono quasi sessantamila i migranti arrivati in Macedonia da allora a oggi. Cercano di raggiungere l’Europa, forzando il cordone di sicurezza attraverso il posto di frontiera macedone di Gevgelija. La polizia usa bastoni, raddoppia il filo spinato, ma i confini vengono sfondati e la maggior parte dei profughi – uomini, donne, bambini – si dirige camminando sui binari verso le più vicine stazioni ferroviarie per andare verso la Serbia e, da lì, raggiungere l’Ungheria e poi gli altri Paesi europei. Sono notti trascorse all’addiaccio, nei campi, sotto la pioggia, con scarso accesso a cibo e acqua. È un camminare a piedi caparbio, che lascia sulla terra orme di dolore, di speranza e di tragica lotta per la sopravvivenza. Le immagini e le parole di questo reportage di grandissima intensità testimoniano la forza e la dignità umana di chi cammina. Gli “esiliati” sono consci di esercitare un diritto primordiale: attraversare i territori. Qualcosa di antico, di atavico, ma anche di assolutamente nuovo.

L'autore

Cécile Kyenge, originaria del Congo, arriva in Italia a diciannove anni con una borsa di studio, si laurea in medicina e si dedica all’integrazione dei migranti.
Eletta nelle file del PD, nel 2013 è ministro per l’Integrazione e nel 2014 viene eletta al Parlamento Europeo. Per Piemme ha pubblicato: Ho sognato una strada (2014).

Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, editorialista di Repubblica, ha firmato reportage da zone di guerra e grandi racconti di viaggio. Nel 1986 ha seguito gli eventi bellici dell’area balcanica e nel novembre 2001 è inviato a Islamabad e poi a Kabul. I suoi libri di viaggio, la maggior parte usciti per Feltrinelli, sono bestseller internazionali. Fra i successi recenti ricordiamo Morimondo (2013), Come cavalli che dormono in piedi (2014) e Appia (2016).

Luigi Ottani, fotografo, pubblica i suoi scatti su Corriere, Repubblica, Avvenire. La sua attività, prevalentemente rivolta a temi sociali, lo ha portato a raccontare storie di “umanità” con mostre e pubblicazioni. Fra i suoi reportage ci sono la Cambogia, la Palestina, il Sahel, la Bosnia, Beslan, lo Tsunami, il Saharawi, il terremoto in Emilia. Nel 2007, con il volume Niet Problema! sul disastro nucleare di Chernobyl, ha vinto il premio “Marco Bastianelli” per il miglior libro fotografico italiano.

Roberta Biagiarelli, autrice, attrice teatrale e documentarista; esperta di Balcani, si dedica alla produzione, ricerca e interpretazione di temi storici e sociali. Documentari: Souvenir Srebrenica (2006), La neve di giugno (2007), La Transumanza della Pace (2012).

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