J.R Moehringer

Oltre il fiume

  • i
  • 9 prezzo di copertina
  • 96pagine

La trama

Mary Lee sta sulla riva del fiume di Gee’s Bend. Spera che il ferryboat non arrivi, ma se arriverà, ci salirà su. Avrà paura perché non sa nuotare e perché ricorderà le molte volte in cui ha attraversato quel brutto fiume marrone solo per trovare altra bruttezza dall’altra parte. Gee’s Bend è dove la guerra civile è venuta e andata, ma gli schiavi sono rimasti, e i loro figli, e i loro nipoti, e i loro bisnipoti, e così via per 180 anni, fino a oggi. Il Sud una volta era punteggiato di posti del genere, in cui gli schiavi si sono fermati anche dopo che Lincoln li ha liberati. Ma Gee’s Bend è l’unico posto in cui hanno fatto più che restare. Hanno preso il sopravvento. Si sono ripresi le piantagioni e sono rimasti, in splendido isolamento; 700 anime, una larga famiglia che condivide pochi cognomi e lo stesso pugno di favole. Un po’ è il fiume stesso a isolarli, il fiume Alabama, un po’ è una questione di personalità. Ma sono soprattutto i bianchi ad aver fatto il possibile per tenerli a parte, come una colonia di lebbrosi. E adesso, all’improvviso, vogliono portare a Gee’s Bend un ferryboat nuovo fiammante. Mary Lee potrebbe opporsi, ma i bianchi non accettano un no come risposta. Dicono che porterà la modernità. Ma lei la sa più lunga. Sa che è un presagio di cattivi tempi.

Mary Lee ha le visioni, ha il dono di sognare il futuro. Anche se di recente non riesce più a staccarsi dal passato. Mary Lee ha paura, ma la paura non l’ha mai abbattuta. Prenderà quel traghetto, se arriverà, perché qualcosa le dice che deve farlo, e perché tutti quelli che ama di più lo prenderanno con lei, e perché se c’è una cosa che ha imparato nella sua dura vita è: Quando viene il tempo di attraversare il tuo fiume, non fare domande. Attraversa.

L'autore

È nato a New York nel 1964. Già corrispondente del Los Angeles Times, ha vinto il Premio Pulitzer per il suo eccezionale ritratto di Gee’s Band, una cittadina dell’Alabama. Acclamato dalla critica, per settimane in vetta alle classifiche negli Usa e quindi pubblicato con grande successo in molti paesi, il suo primo libro, Il bar delle grandi speranze, è stato nominato miglior libro dell’anno da The New York Times, Esquire, The Los Angeles Times Book Review, Entertainment Weekly, USA Today, NPR, Fresh Air, New York Magazine. Dopo averlo letto, Andre Agassi ha contattato Moehringer per chiedergli di lavorare alla stesura della sua autobiografia: Open (Einaudi) ha raggiunto il vertice della classifica del New York Times e di quelle italiane, diventando uno straordinario long seller. Per Piemme ha pubblicato anche Pieno giorno

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