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Zelda la Grange

Good Morning, Mr Mandela

Una grande storia di amicizia e di coraggio

  • i
  • 22 prezzo di copertina
  • 420pagine

La trama

“Quando vivi nelle comodità non ti fai domande, e io non avevo motivo di farmene su quello che succede­va oltre i muri di casa mia. Nessuno nasce razzista. Lo diventi per colpa dell’ambiente che ti circonda. E a tredici anni, io ormai lo ero. Per questo, in teoria, non avrei mai potuto diventare la segretaria personale di Nelson Mandela. Invece è proprio quello ho fatto”

Zelda è nata in un mondo in cui la distinzione tra bianco e nero non era solo un modo di dire. A Johannesburg, in Sudafrica, negli anni Settanta, leggi scritte e non scritte stabi­livano che sugli autobus i neri non dovevano occupare i posti dei bianchi, né bagnarsi nello stesso mare, tanto meno usare le stesse stoviglie. La famiglia di Zelda apparteneva alla piccola borghesia bianca ligia alle leggi dello stato e della chiesa. Ed entrambe le istituzioni sostenevano che l’apartheid era giusto. Per lei, nel suo protettivo bozzolo bianco, quella vita era normale. A tredici anni era ormai sostanzialmente razzista, an­che se ancora non lo sapeva. Niente lasciava pensare che la persona che le avrebbe fatto cambiare idea sarebbe stato un uomo di cui aveva paura. Un uomo peri­coloso, questo le aveva detto suo padre nel 1990, alla scarcerazione di Nelson Mandela dopo 27 anni di carcere per opposizione all’apartheid. Dopo essere stata per quasi vent’anni a fian­co di Madiba, il soprannome di Mandela, lavorando per lui prima come segretaria per­sonale poi come assistente dal 1994 alla sua morte, Zelda traccia la storia di una giovane ragazza bianca intrisa di pregiudizi e paure e di come l’incontro con Mandela le abbia rivoluzionato la vita. Ne emerge un ritratto intimo, leale e toccante di un grande uomo che ha saputo pacificare una nazione e ispirare il mondo conquistan­do

e rinnovando un cuore dopo l’altro.

L'autore

ZELDA LA GRANGE, nata in Sudafrica nel 1970, nel 1994 è en­trata come dattilografa nell’ufficio del neo­eletto presidente Mandela. Ha lavorato al suo fianco per quasi vent’anni, fino alla sua morte avvenuta il 5 dicembre 2013, prima come segretaria personale, poi, dopo le sue dimissioni, come portavoce e assistente per­sonale. Lo ha seguito in moltissimi incontri e missioni internazionali. Oggi vive a Pretoria con i suoi due cani.

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