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Pino Aprile

Carnefici

  • i
  • 19,50 prezzo di copertina
  • 468pagine

La trama

UN GENOCIDIO, QUESTA E’ LA DEFINIZIONE GIUSTA. CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE SONO SCOMPARSE NEL SANGUINOSO PROCESSO DI UNIFICAZIONE DELL’ITALIA. UNA CARNEFICINA CHE I LIBRI DI STORIA HANNO TACIUTO PER ANNI, RACCONTATA PER LA PRIMA VOLTA DA PINO APRILE. 


Per scrivere questo libro iconoclasta, Pino Aprile ha lavorato cinque anni. Cinque anni di ricerche per incrociare dati e controllare le fonti. Se mancavano le prove, Aprile le ha trovate tutte. E’ stato un vero e proprio genocidio. Centinaia di migliaia di persone sono scomparse, interi paesi sono stati rasi al suolo, le case, saccheggiate e  i superstiti sono stati bruciati vivi. Ora non possiamo più fingere di non saperlo: i villaggi rastrellati, gli abitanti sottoposti a marce forzate e a torture, le fucilazioni a tappeto di centinaia di persone. L’Italia “liberata” è stata nella realtà dei fatti un immenso Arcipelago Gulag, di cui ora si può ricostruire la mappa e l’organizzazione: deportazioni, campi di concentramento, epidemie. Sono atrocità degne della ferocia dell’Isis. Per molto meno, sono stati processati e condannati ufficiali e gerarchi nazisti. Ma in Italia, invece, agli autori di quei crimini di guerra sono andate medaglie, promozioni e, talvolta, piazze e strade sono state dedicate in quegli stessi paesi che insanguinarono. Monumenti ai carnefici. Con pagine di rara potenza, appassionate e documentate, forte di reperti e fonti che per troppo tempo sono stati celati, Pino Aprile svela il vero volto di molti dei presunti eroi della storia patria, ed evidenzia le ripercussioni di questa tragedia negata e cancellata. È questa la sua opera fondamentale, la più sconvolgente e ambiziosa. Quella dopo la quale davvero non si potrà più dire: io non sapevo.


L'autore

PINO APRILE, giornalista e scrittore, pugliese residente ai Castelli Romani, è stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente. Per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a puntate Viaggio nel Sud e al settimanale del Tg1, Tv7. È autore di saggi accolti con successo e tradotti in diversi paesi. Terroni, uscito nel 2010 e diventato un vero e proprio caso editoriale, e i successivi Giù al Sud, Mai più terroni, Il Sud puzza e Terroni’ndernescional hanno fatto di Aprile il giornalista “meridionalista” più seguito in Italia e gli sono valsi molti premi, tra cui il Premio Carlo Levi nel 2010, il Rhegium Julii nello stesso anno e il Premio Caccuri nel 2012.

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