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Rita Coruzzi

La giudicessa

Storia di Eleonora di Arborea

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  • 18,50 prezzo di copertina
  • 368pagine

La trama

LA STORIA DI UNA DONNA STRAORDINARIA CHE DOVRÀ LOTTARE STRENUAMENTE CONTRO CHI VORREBBE RELEGARLA AL MERO RUOLO DI MOGLIE, QUANDO LEI È DESTINATA A ESSERE MOLTO DI PIÙ. MA NULLA POTRÀ FERMARLA DAL SUO PROPOSITO: PORTARE A COMPIMENTO IL SOGNO DEL PADRE, UN REGNO DI ARBOREA UNITO E INDIPENDENTE.


“Io, Eleonora di Arborea, mi autoproclamo giudicessa. Non sono né signora né sovrana, sono colei che tenterà di governare questa terra fino a quando le sarà concesso con giustizia e rettitudine. Grazie, miei fedeli sudditi, è bello essere di nuovo a casa.”


1350, Oristano. Eleonora è poco più che una bambina quando, allontanata dalla città dal padre Mariano, giudice di Arborea, a causa della peste e della malaria che stanno decimando la popolazione dell’isola, comprende ciò che desidera per il suo futuro. Cresciuta per diventare una donna colta e raffinata, e per fare un matrimonio di convenienza, Eleonora vede nel padre, stratega e condottiero ineguagliabile, e nella madre, donna dolce ma determinata e fedele consigliera del marito, i suoi due modelli. Un matrimonio d’amore, il loro, così inconsueto per quei tempi. Ed Eleonora vorrebbe lo stesso per sé, ma, ascoltando i racconti della madre sulla storia del regno, sente anche di voler lasciare il segno nella storia dell’amata terra in cui è nata. Come ora il padre è impegnato nella guerra per l’indipendenza dal regno d’Aragona, così anche lei vuole legare il proprio destino a quello della patria. Sembra impossibile per una donna, terzogenita con un fratello maschio a cui tutto spetterebbe, eppure sarà esattamente questo il suo destino. Eleonora di Arborea, giovanissima, diventerà la prima e unica donna a ricoprire il ruolo di giudicessa. Sarà decisivo il suo comando per l’indipendenza dell’Arborea e, soprattutto, cambierà per sempre la storia del diritto del suo paese, aggiornando un codice, la Carta de Logu, che resterà in vigore fino al 1827.

L'autore

RITA CORUZZI è nata il 2 giugno 1986 a Reggio Emilia, dove tuttora risiede. Affetta da tetraparesi, in conseguenza di un intervento chirurgico andato male, dall’età di dieci anni è sulla sedia a rotelle. Diplomatasi al liceo classico della sua città, ha conseguito la laurea triennale in Lettere e si è specializzata in giornalismo presso l’Università di Parma. Della sua esistenza ha fatto una battaglia quotidiana per dimostrare che non ci si deve arrendere mai e che è sempre possibile trovare in sé la forza interiore per affrontare qualsiasi prova. Con Piemme ha pubblicato diversi libri dedicati alla sua storia e alla sua scelta di fede e Matilde, vincitore del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, del Premio Internazionale Stefano Zangheri e del Premio Internazionale Città di Cattolica, L’eretica di Dio e, insieme a Mouhamed Ali Ndiaye, Mi chiamo Mouhamed Ali.

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