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Paola Barbato

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La trama

«IL VIAGGIO CHE PAOLA BARBATO COMPIE NELLE OMBRE DELLA MENTE È TUTTO SUO. E DA BRIVIDI.»

Roberto Iasoni, La Lettura del Corriere della Sera


«PAOLA BARBATO È LA TESTIMONIANZA DI COME LA NARRATIVA ITALIANA SIA CAPACE DI TENERE TESTA, PER COSTRUZIONE E FORZA, AI GRANDI SUCCESSI INTERNAZIONALI.»

Edoardo Rialti, Il Foglio


«PAOLA BARBATO HA LA CAPACITÀ DI TENERE INCOLLATI ALLA PAGINA. BRAVA DA PAURA.»

Elena Orlandi, D di Repubblica


FU PER L’EREDITÀ CHE ALLA VILLA VENNERO POSTI I SIGILLI. FU PER L’EREDITÀ CHE TROVARONO IL RESTO.


Questa non è una storia di fantasmi. È la storia degli scricchiolii nelle case vuote, è il vento, una porta che si chiude. Non è niente. Potrebbe essere tutto.


All’inizio è solo una sensazione, un fastidio. L’odore di polvere mista a muffa, certo. Ma anche qualcosa di stonato, un dettaglio fuori posto. È questo ciò che prova Letizia quando mette piede per la prima volta a Olimpia d’Arsa, una villa antica e quasi in rovina in cui è costretta a rinchiudersi per qualche giorno con Flavio, il notaio che le ha dato un lavoro e una ragione per ricominciare. La proprietaria della casa è morta novantenne senza eredi né testamento e i lontanissimi parenti si sono fatti avanti come bestie avide e feroci, pronti a scannarsi tra loro per impossessarsi della tenuta. E di tutto quello che c’è dentro. Un incarico come tanti. Ma non questa volta. Sono solo piccoli dettagli che non combaciano, un cuscino spostato, una serie infinita di armadi nascosti nella boiserie, il cane di Letizia, che in quella casa non vuole entrare, e una luce azzurra, comparsa per brevi istanti una notte dalle bocche di lupo del seminterrato. Sono solo scherzi della mente, si ripete Flavio, compreso nella propria razionalità. Ma Letizia è certa che non sia così e la sua fervida immaginazione si accende quando trova oggetti infantili sepolti nella casa, ciocche di capelli biondi, muffole, piccoli trofei. Perché una donna senza figli né nipoti dovrebbe conservarli? Perché avrebbe dovuto nasconderli? Ora Flavio e Letizia sono dentro senza possibilità di uscire e il più atroce dei dubbi si insinua nelle loro menti così diverse: e se non fossero soli?

L'autore

PAOLA BARBATO, classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d’adozione, prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato BilicoMani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rossoNon ti faccio niente. Con Io so chi sei Zoo ha iniziato la trilogia che termina con Vengo a prenderti, un unico straordinario finale delle due storie parallele. Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio.

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