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Dina Nayeri

Rifugio

  • i
  • 18,50 prezzo di copertina
  • 336pagine

La trama

«LA PROSA DI NAYERI INCANTA MUOVENDOSI AGILMENTE TRA IRONIA E INTROSPEZIONE». Publishers Weekly

 

«UN ROMANZO RICCO, COLORATO, INTIMO E IMPORTANTE, SCRITTO CON L’URGENZA CHE SI RISERVA ALLE STORIE VERE.» The New York Times

 

«CRISTALLINO, VIVIDO, COMMOVENTE. UN ROMANZO CHE VI TOCCHERÀ NELL’INTIMO, POCO IMPORTA DA QUALE PAESE VENIATE.» Los Angeles Review of Books


Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l’America. L’Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov’è rimasto suo padre Bahman: è convinta che presto lo raggiungerà, e non vede l’ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall’America all’Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall’undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto “a casa”. Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita – lo studio, l’amore, un lavoro che la appassiona –, quello è l’unico modo per tornarci un po’ anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.

L'autore

DINA NAYERI è nata in Iran durante la Rivoluzione del '79 e si è trasferita in America all’età di dieci anni. Ha esordito con Tutto il mare tra di noi, pubblicato da Piemme nel 2013, un grande successo di pubblico e critica tradotto in quattordici Paesi. Ha studiato a Princeton e Harvard e ha lavorato come consulente per il McKinsey Global Institute. Recentemente i suoi articoli su cosa significa essere “immigrati” e sulla condizione della donna in Iran, pubblicati dal Guardian, hanno fatto il giro del mondo.

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