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Raphaël Glucksmann

I figli del vuoto

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  • 17,50 prezzo di copertina
  • 192pagine

La trama

ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, UN ACCORATO APPELLO A RITROVARE LE RADICI DELLA DEMOCRAZIA E DEL SENSO DI COMUNITÀ NELL’EPOCA DELLA BREXIT E DEI POPULISMI


Il nostro fallimento è grandioso. Pensavamo che la democrazia si sarebbe estesa su tutto il globo, ma è in crisi ovunque. Inneggiavamo ai vantaggi degli scambi, ma l’integrazione sociale indietreggia e ogni giorno vengono innalzati nuovi muri. Avevamo la religione del progresso, ma il riscaldamento climatico prepara la peggiore delle recessioni. L’insurrezione populista e il disastro ecologico in corso dimostrano che la logica neoliberale ci porta all’abisso. Per non perdere tutto, dobbiamo uscire dall’individualismo e dall’egocentrismo. Se le generazioni passate hanno vissuto in un mondo saturo di dogmi e di miti, oggi i giovani sono alle prese con una società vuota di senso. Se un tempo la missione era spezzare le catene, quella di oggi è ricucire i legami e reinventare una comunità. Esistono strade per uscire dall’impasse. “Siamo liberi, ma questo ci rende felici? – scrive l’autore - L’ansia sotterranea che tutti avvertiamo nasce dalla mancanza di una visione collettiva, dalla caduta della narrazione e delle strutture che solo ieri assegnavano all’individuo un posto nel gruppo. I nostri genitori hanno distrutto questa narrazione, questi “miti alienanti” e hanno fatto bene. Ma noi non possiamo essere contenti del vuoto che ha preso il loro posto.”

L'autore

RAPHAËL GLUCKSMANN, nato nel 1979, saggista, è figlio del filosofo André, con il quale ha scritto Sessantotto, dialogo tra un padre e un figlio su una stagione mai finita, pubblicato da Piemme. Intellettuale sempre al centro del dibattito francese, di recente ha suscitato scalpore la sua uscita dalla rivista Nouveau Magazine Litteraire per divergenze sul trattamento riservato al presidente Macron.

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